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Come proteggersi dalle zecche: prevenzione, riconoscimento e rimozione


IL NOSTRO CONSIGLIO IN BREVE Le zecche sono dei parassiti ampiamente diffusi in molti ambienti naturali e con i quali i camminatori si trovano sempre più spesso a dover fare i conti. Per fortuna con alcuni accorgimenti è possibile evitarne il morso.

Le zecche sono dei parassiti ampiamente diffusi in molti ambienti naturali e con i quali i camminatori si trovano sempre più spesso a dover fare i conti. Vediamo assieme come riconoscerle, come evitarle e cosa fare se ci capita di prendere una zecca.

Cosa sono le zecche e dove si trovano

Le zecche sono degli artropodi diffusi nelle zone temperate e fredde di tutta Europa, grandi da 1 a 4 mm. Sono dei parassiti dell’uomo, dei roditori, degli ungulati selvatici e degli uccelli.

Prediligono le aree umide e vivono prevalentemente nelle zone di bosco ceduo ricco di selvaggina alternato a cespugli e pascoli.

Il loro ciclo di vita è suddiviso in 4 stadi (uovo, larva, ninfa e adulto) e per passare da uno stadio all’altro, dopo la schiusa, hanno bisogno di un pasto di sangue che può durare anche per giorni o settimane, durante il quale iniettano saliva e rigurgitano la parte corpuscolare del sangue stesso.

Al contrario di quello che si pensa, non si tratta di insetti annuali, ma vivono per 3-5 anni trovando riparo nelle profondità del terreno durante la stagione fredda, per proliferare nuovamente al rialzo delle temperature. Le zecche, nonostante possano sembrare a prima vista dei ragnetti innocui dall’addome tondeggiante, non sono solo fastidiosi insetti in grado di pungere, ma sono vettori di patologie anche molto gravi fra cui la TBE e la Malattia di Lyme.

Dove si attaccano le zecche nell'uomo e come riconoscere il morso

Le zecche non saltano e non volano sugli ospiti sui quali si nutrono, ma generalmente si portano sull’estremità delle piante erbacee o dei cespugli aspettando il passaggio di un animale al quale aggrapparsi (uomo incluso). Grazie all’anidride carbonica emessa e al calore del corpo, questi parassiti possono avvertire la presenza di un possibile ospite e vi si insediano conficcando il rostro nella pelle cominciando a succhiarne il sangue (Anche le zanzare sono attratte dall’anidride carbonica che emettiamo. Scopri di più su come proteggerti anche dalla loro punture). La puntura è generalmente indolore perché le zecche inoculano nell’ospite una certa quantità di saliva che contiene principi anestetici.

Si insidiano un po’ ovunque ma principalmente su nuca, braccia, gambe, addome e dorso. Il parassita si avverte facilmente al tatto ed è consigliato controllare anche i vestiti.

Come proteggersi dalle zecche: prevenzione e difesa

Per evitare di incorrere in un morso di zecca ci sono alcuni accorgimenti da mettere in pratica:

  • valutare il percorso e il tipo di ambiente nel quale si vuole effettuare la gita, la passeggiata o l’escursione: meglio evitare zone troppo selvagge o impervie, specie a basse latitudini, dove sappiamo che è presente una vegetazione importante.

  • Occorre indossare preferibilmente abiti chiari che rendono più facile l’individuazione di una zecca prima che si attacchi alla pelle

  • Coprire con gli abiti anche i punti solitamente più propensi al contatto con la vegetazione come i polsi, le caviglie, i polpacci e la nuca.

  • Dopo l’escursione è sempre meglio scrollare gli abiti prima di entrare in casa ed effettuare un controllo visivo su tutto il corpo, specie lungo le pieghe: le zecche preferiscono localizzarsi sulla testa, collo, ginocchia, fianchi, inguine e ascelle, per la loro posizione nascosta.

  • Utilizzare un repellente per le zecche sulla pelle esposta.

Estrazione e rimozione sicura delle zecche

Può succedere, nonostante le mille accortezze, di incorrere in un morso da zecca. Niente paura, non è necessario andare dal medico o in ospedale: se ci sentiamo abbastanza sicuri possiamo rimuoverla da soli o farci aiutare da qualcuno in casa, il procedimento è semplice: basta afferrare la testa della zecca con una pinzetta, effettuare un giro rotatorio per svitarla e disinfettare. Nel caso in cui rimanga all’interno parte del rostro, è sempre meglio rimuoverlo con un ago sterilizzato. È importantissimo effettuare la procedura quanto prima: le prime 12 ore dal morso possono fare la differenza, in quanto la zecca non avrà ancora rigurgitato il primo boccone. Vanno assolutamente evitati i cosiddetti rimedi della nonna che prevedono l’utilizzo di oli, alcol o addirittura di dentifricio per soffocare la zecca: potrebbe sembrare un metodo meno brutale, ma questo potrebbe provocare il rigurgito di sangue, assolutamente da evitare per non esporci al rischio di infezioni.

Cosa fare se si viene morsi da una zecca: profilassi e monitoraggio

Se si viene punti da una zecca occorre sempre segnare sul calendario la data di rimozione e tenere monitorata l’area: in caso di aloni concentrici, sintomi di infezione tra cui febbre, dolori e linfonodi ingrossati nei successivi 30-40 giorni, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante.

Rimedi e precauzioni efficaci per proteggersi dalle zecche

Per la filosofia prevenire è meglio di curare, oltre a tutti gli accorgimenti di cui abbiamo parlato (vestirsi con abiti chiari, coprire le zone più esposte, …) ricordiamoci di utilizzare repellenti per insetti prima di avventurarci nella natura: la molecola IR3535 può fare al caso nostro e proteggere la cute per 8 ore dalle zecche, senza danneggiare l’ambiente. Questo tipo di repellente risulta una scelta sicura anche per le donne in gravidanza, i bambini e gli anziani. Se veniamo morsi da una zecca e abbiamo dei dubbi circa la corretta rimozione, o se insorgono dei sintomi nei successivi 30-40 gg è importante rivolgersi al proprio farmacista o medico di fiducia che sapranno indicarci come dobbiamo comportarci.



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